E così è passato anche sabato. E con esso anche il matrimonio dell'amico-dei-miei-amici.
E, quel che è peggio, non mi sono annoiato.
Anzi, mi sono divertito.
Il che mi ha lasciato deluso dal sabato sera nel suo insieme, visto che:
- ero convinto che ci avrei scritto su un post da morire dal ridere
- a tal proposito ero arrivato in chiesa armato di taccuino e penna, per immortalare tutti i momenti degni di essere tramandati. Il taccuino è rimasto desolantemente vuoto.
- la delusione è stata amplificata dal fatto che sin dal mattino già stavo decidendo il titolo del post, rimanendo alla fine indeciso tra "oscene da un matrimonio" e "scenate da un matrimonio" (se per caso, come speravo, ci fosse nuovamente scappata la rissa)
Alla fine, quando mi sono accorto che mi stavo divertendo come un bambino a mirabilandia (si era, se non vado errato, al momento in cui avevamo preso possesso del bar del locale ove avevano luogo le libagioni di rito; bar dove avremmo abusivamente "lavorato" per gran parte della nottata), ho provato una gran delusione: mi dovevo rassegnare al fatto che il lunedì successivo non ci sarebbe stato nessun buffo post sul matrimonio.
Il che ha comportato un momento di profondo scoramento.
Notte inoltrata, Abulafia siede in un angolo con espressione disperata. Intorno a lui impazzano i festeggiamenti.
Amico (in una mano regge una bottiglia di cuervoespecial, con l'altra lancia a caso cubetti di ghiaccio contro i convenuti): Uè Abu, che c'è? Problemi?
Abulafia: Niente ... sigh. E' che mi sto divertendo come un matto.
Il che, tornando a casa, mi ha fatto parecchio riflettere su quanto aprire il proprio blog muti radicalmente il modo in cui uno valuta e percepisce le cose che gli accadono intorno.
E' d'uopo qualche esempio che chiarisca il concetto meglio di mille parole.
Buco una gomma
Uomo comune (rivolgendo gesti eloquenti verso le nuvole): Mapporcacciadiquellamaial...
Proprietario di blog: Uhm ... hehehehe, adesso ci scrivo su un bel post.
(prende il taccuino e inizia a scrivere, seduto sul guardrail della tangenziale)
Rapina a mano armata
Uomo comune: Le do tutto ma non mi spari perlamordiddio!
Proprietario di blog: Intanto che prende il mio orologio mi fa un sorriso, per favore? Sa, è per il fotolog.
Laurea
Uomo comune: (nervoso, tra sé) Allora, ricorda bene: "per insufficienza tricuspidale si intende il flusso ematico retrogrado dal ventricolo all'atrio destro, che bla bla bla ..."
Proprietario di blog: (distratto, tra sé) Allora, se si pranza all'una faccio in tempo a postare il resoconto per le tre, e per le tre e mezza ho caricato tutte le foto su imeigsciak. (Serafico, alla commissione) Che dite, riusciamo a sbrigarcela per l'una meno dieci?
Scene da un matrimonio
Uomo comune: Che palle!
Abulafia: (tra sé) Aspetta di leggere il mio blog lunedì. (A lui, sorridendo mefistofelico) Alla goccia?
Il fatto è che oggi come oggi non puoi non avere un blog: ce l'ha persino Mastella (che poi, non per fare polemica politica, ma ce lo vedete Mastella coi ditoni grassi a battere post sulla tastiera?), l'ha aperto Luttazzi, pare che persino Vallanzasca si sia aperto il suo angolino in rete (e lui a differenza del sottoscritto di tempo per aggiornarlo ne ha, con duecentosessant'anni più quattro ergastoli da passare in gattabuia).
E quando ascendi quel gradino della scala evolutiva che ti muta da semplice Uomo Comune a Proprietario di blog è come se ti spuntassero le branchie. Diventi un essere umano diverso con esigenze diverse, devi fartene una ragione.
Per prima cosa scopri di avere, accanto all'insopprimibile desiderio di scrivere cazzate in html, una insospettabile tendenza alla delazione. Le due cose, combinate assieme, danno vita a un composto pericoloso ed esplosivo: cioè sei felice quando sputtani sul web il tuo prossimo, senza distinzione tra amici e nemici, conoscenti e fidanzate.
Quindi la seconda naturale conseguenza dell'aprire un blog è che ti ritrovi solo al mondo dopo tre settimane.
La terza conseguenza è che inizi a compensare la perdita di affetti con le amicizie virtuali. Cioè, se Ciancettino75 non ti ha lasciato ancora un commento al nuovo post ti viene il morbillo.
La quarta conseguenza è che perdi il lavoro. Nel senso che appena arrivi in ufficio apri un attimo il pc "solo" per postare un paio di commenti e rispondere a un paio di mail. All'una e mezza sei ancora lì che posti e rispondi, mentre la scrivania scompare sepolta dalla fuffa inevasa.
La quinta conseguenza è che torni a vivere da mamma e papà, perché una volta licenziato non hai più i soldi per pagarti la adsl, ormai vitale per tenere i contatti umani con Ciancettino75 e con il resto della blogsfera.
La sesta conseguenza è che ti viene un infarto il giorno in cui ricevi l'invito al tuo primo blograduno. Da mesi non esci di casa, ti lavi poco e per giunta hai disimparato anche a parlare, visto che ormai ti esprimi a emoticons anche con tuo padre.
La settima conseguenza è che bruci il computer e torni faticosamente alla vita normale, perché al blograduno scopri che Ciancettino75 altri non è se non, a scelta, il tuo capoufficio, tua madre, la Anziana Vedova della porta di fronte, oppure lo sfigato del piano di sopra, proprio quello che prendevi per i fondelli con quegli amici che ti hanno cancellato dalla rubrica, quello che dicevi che era un nerd perché passava la vita davanti al piccì.
***
P.S. Non c'entra niente con il post, ma mi sembrava troppo faticoso aprirne un altro.
Ieri sono entrato in libreria (lo so, è un evento) con il proposito di regalarmi un libro.
Ne sono uscito a gambe levate, gridando atterrito.
Vagavo un po' disorientato tra i mucchi di bestseller scaricati a vagonate dai cargo container in previsione del natale quando gli occhi sono stati inesorabilmente attratti da un'ammiccante fascetta di copertina avvolta attorno ai volumi che, a decine, formavano una sorta di gaia piramide pubblicitaria attira-cliente.
Occhi: Minchia!
Abulafia: Che c'è?
Occhi: Guarda là. Roba da non credere!
Abulafia: Non vi distraete, mi siete necessari nella scelta del libro da acquistare.
Occhi: Suvvia, dai solo un'occhiatina, capo.
Abulafia: Uff ...
Abu si volta verso la piramide, legge e lancia un grido.
Sulla simpatica fascetta pubblicitaria si leggeva: «Dal capolavoro di Tolstoj la fiction di Raiuno con Alessio Boni, Violante Placido, Clemence Poesy e Andrea Giordana».
Va da sé che il capolavoro di cui trattasi è semplicemente Guerra e Pace, allegramente trattato alla stregua di ...
